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Sarà stata sicuramente una donna molto particolare Vivian Maier. Fotografa di strada, americana, nata a New York nella prima metà del secolo scorso. Con una storia a dire poco originale. Che sa di mistero, così come tutte le sue fotografie. Inutile forse raccontare nei dettagli chi era lei. O meglio: forse sono proprio i dettagli, il suo lato nascosto, ad essere quello più vero. Ecco l’essenzialità: donna, molto alta, a tratti mascolina. Una fotoreporter nata. La vita però non le permise di fare, ufficialmente, quello per cui era nata. Fotografò, documentò lo stesso. In modo però completamente diverso dal consueto. Fuori da ogni schema. Chi lo dice che la vita va vissuta negli schemi imposti? Chi lo scrive? Perché? Perché mai una donna non dovrebbe vivere libera, quindi capace di fare tutto ciò che vuole?

Non si sa chi fossero i suoi genitori. Sicuramente, non li amò. Per mantenersi fece la bambinaia a New York e Chicago; e visse per il periodo della fanciullezza anche in Francia, si suppone con la madre. Le sue foto raccontano la verità della vita. In strada: uomini, donne, animali, lei allo specchio, fatti di cronaca. Un occhio attento il suo. Scoprì – con estro – dettagli, aspetti della quotidianità in strada difficilmente captabili da chiunque non fosse nato, come lei, per ritrarre e documentare. Ed ha documentato tanto, tantissimo. Migliaia e migliaia di scatti che lei mai resi pubblici nella sua vita. Ma che fu proprio la casualità della vita a renderli tali. Infatti, fu un rigattiere che comprò all’asta, i suoi bauli (se ne andò in povertà e vennero messi all’incanto i suoi pochi averi) pieni di rullini ancora da sviluppare. Un vero e proprio tesoro, dal valore incommensurabile. Eccoli. Alcuni degli scatti di Vivian Maier si possono vedere anche a Trieste, al Magazzino delle idee, fino al (prorogata fino al 13 ottobre). Una possibilità incredibile. Vivian Maier fu una donna che, nonostante le difficoltà della vita, riuscì a fare quello che le piaceva. Stare con i bambini e fotografare l’umanità. Una donna che si realizzò nonostante tutto e tutti (le persone che la conobbero non capivano perché lei portasse sempre dietro con se la macchina fotografica), riservatissima. Fece ciò che amava. Seguì le sue passioni. Una grande fonte di ispirazione per le donne. Maier non si sposò, non ebbe figli. Si inventò una vita tutta sua.