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di Danielle Maion

È una giovane donna carnica, Majra Cimenti, 33 anni, ricchi di esperienze positive, come lei afferma.
Dopo la laurea, Majra ricopre il ruolo di export manager per la Space 1999 di Tolmezzo (Ud), uno dei maggiori distributori in Europa di prodotti discografici. Ne diventa socia nel 2017. Da un anno, ricopre il medesimo ruolo di manager deputata all’export, presso il Gruppo Fantoni, nella filiale ‘La-Con’ di Villa Santina (Ud).

Come è stata la tua esperienza come imprenditrice?
È una delle più belle esperienze che ho vissuto ed è stata anche molto importante per la mia crescita professionale. Abbiamo aperto un’azienda anche in Slovenia, la ‘Belles doo’ di Lubiana, che opera nella distribuzione di supporti fonografici. Lavorare in due realtà diverse è stato più che positivo e molto formativo.

Ha mai risentito una differenza tra uomo e donna a livello imprenditoriale?
Assolutamente no, anche perché se sentisse una qualunque distinzione di questo tipo, cambierei lavoro. Da subito mi pongo in modo tale da evitare che succeda, cercando di andare avanti di pari passo e di dimostrare quanto valgo. Penso che se una donna vuole, può tutto.

Donna carnica tout court…
La Carnia, intesa come entità territoriale, ha da sempre dovuto “sgomitare” per andare avanti e sono le mie radici carniche e la mia famiglia a darmi una grande forza interiore. Ritengo che la presenza femminile all’interno di un’azienda sia molto positiva perché la donna, per natura, riesce a fornire un certo equilibrio. Ha grandi capacità organizzative e la sua diversa sensibilità può dare quel quid in più.

Ti senti realizzata?
Rispetto chi sceglie la famiglia; io ho scelto il lavoro e anch’io pretendo rispetto. Mi sento realizzata lavorando e lavoro perché credo in un progetto e perché ne condivido le scelte.

Sogno nel cassetto?
Semplicemente essere felice e lo sono quando “faccio”.

Si era fatto il tuo nome per far parte del nuovo board del Carnia Industrial Park, poi il nulla di fatto. 
Mi sono sentita onorata che il mio nome sia stato inserito nella rosa dei candidati, anche se poi, di fatto, le cose non si sono concluse come avrei voluto. Un piccolo rammarico non lo nego: soprattutto dal punto di vista comunicativo. Rimane vivo comunque il mio desiderio di poter essere parte attiva, in futuro, di enti che valorizzano il nostro territorio, a cui sono molto legata.

Cosa ne pensi della meritocrazia al femminile?
C’è ancora tanta strada da fare.