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Lei è Iratxe Garcia Perez, spagnola, a capo della Commissione Femm, al Parlamento Europeo. L’abbiamo incontrata nel suo ufficio a Bruxelles, in Belgio. Eurodeputata dal 2004, non ha figli.
‘To be wont to do’ , essere quello che vogliamo fare. È ciò che si augura, per ogni donna, Iratxe.

Cosa si sta facendo in Europa a favore delle donne?
“Abbiamo uno strumento molto importante che è la Convezione del Consiglio d’Europa sulla prevenzione e la lotta alla violenza contro le donne e la violenza domestica (Convenzione di Istanbul), approvata dal Comitato dei Ministri del Consiglio d’Europa il 7 aprile 2011 ed aperta alla firma l’11 maggio 2011 a Istanbul (Turchia). Il trattato si propone di prevenire la violenza, favorire la protezione delle vittime ed impedire l’impunità dei colpevoli. È stato firmato da 32 Paesi e il 12 marzo 2012 la Turchia è diventata il primo Paese a ratificare la Convenzione, seguito da: Albania, Portogallo, Montenegro, Moldavia, Italia, Bosnia-Erzegovina, Austria, Serbia, Andorra, Danimarca, Francia, Finlandia, Spagna, Svezia, nel 2015. Con 33 ratifiche finora raggiunte, la Convenzione di Istanbul impone la criminalizzazione e la sanzione giuridica di diverse forme di violenza contro le donne, tra cui la violenza domestica, lo stalking, le molestie sessuali e la violenza psicologica. L’Azerbaigian e la Russia non hanno ancora firmato il trattato. E 11 stati membri del Consiglio d’Europa – Armenia, Bulgaria, Repubblica Ceca, Lettonia, Liechtenstein, Lituania, Ungheria, Moldavia, Repubblica Slovacca, Ucraina e Regno Unito – hanno firmato, ma non ancora ratificato. La Croazia ha ratificato la Convenzione di Istanbul nel giugno dell’anno scorso.”

Si è mai sentita trattata in modo differente perché donna?
“Diciamo che nel mio lavoro ho sempre avuto diverse tipologie di problemi. Dobbiamo ancora costruire molto e lavorare per la parità. Per una società equa: per le donne. For equal society.”

Cosa, secondo lei, devono fare le donne per dimostrare il loro valore?
“Oggi le donne hanno differenti ruoli, non è più come un tempo in cui erano relegate solo alla famiglia. Per una misura di uguaglianza esistono le quote (rosa); nel mio Paese, in Spagna, è stato applicato un ‘range’, una percentuale di presenza femminile imposta. Non dovrebbe essere necessario, ma lo è ancora. Il concetto di femminile è uscito dagli stereotipi. Ognuna di noi deve fare quello che si sente. Senza costrutti mentali o costrizioni, di qualsiasi genere.”

Cosa distingue, a suo parere, una donna rispetto ad un uomo, in un ruolo di leadership?
“Trovo che esista solamente un modo differente di esercitare il potere, nulla più.”

Le donne all’Europarlamento (ai vertici dell’istituzione) ricoprono cariche di vice presidenza (nel Bureau del presidente del Parlamento) nella misura solo del 35,7% rispetto al 64,3% composto da uomini.
Il 40% sono donne nel ruolo di questore, ed a capo dei gruppi politici ci sono solo due donne.