tilancio - gentedimontagna - dresscodebiz

Pic by @Anna Airone @Airone Foto project also for @Woman for like

Si sente ‘al posto giusto’. E nonostante attorno a lei operino molti uomini, non nota alcun segno di maschilismo. Erika Cella ricopre un ruolo di responsabilità nel Gruppo Riel, azienda con sede a Tavagnacco (Udine) – di cui fa parte anche Helica di Amaro (Ud), attiva, con successo, nel settore delle costruzioni di infrastrutture di telecomunicazioni ed energia. Erika, nonostante la giovane età (non è ancora trentenne), ricopre un ruolo manageriale in un ambiente composto da 120 persone, di cui solo – al momento – 9 donne, proprio per la tipologia di lavoro, prettamente maschile. “Perché la donna che dimostra capacità professionali – commenta Cella – viene valutata alla stregua di un uomo. Sono sempre le qualità sul posto di lavoro a fare la differenza”.

Erika, hai un ruolo di manager in una azienda prettamente maschile. Come è stato il tuo percorso di inserimento?
“All’inizio è stato impegnativo. Sono entrata in Riel, società che opera in un settore di nicchia, nel quale la componente maschile è nettamente predominante. Non soltanto: io arrivavo da altre aziende dove il marketing era importante, uno strumento di crescita al quale si ricorreva sempre, mentre qui in pratica non esisteva. Era un mondo, e lo è ancora, molto tecnico, e persisteva l’idea che il marketing non servisse perché chi doveva conoscere l’azienda, clienti e non soltanto, sapeva già chi fossimo. Si riteneva, dunque, che non servisse fare altro. In realtà, c’è anche un altro aspetto del marketing che non ha come scopo soltanto quello di vendere, ma anche l’obiettivo di creare un’immagine e rafforzare il branding, rappresentando l’azienda per ciò che è grazie ai suoi punti forti. Dopo le iniziali difficoltà, con il tempo sono riuscita a portare avanti diversi progetti: grazie a ciò, la fiducia in me e nelle mie competenze è cresciuta. Dimostrando le mie capacità e grazie al bagaglio di esperienze portate con me sono riuscita a entrare compiutamente anche nel mondo targato Riel! Ora i colleghi, grazie ai risultati positivi che sono maturati, condividono le mie scelte”.

Da giovane donna rappresenti un mondo nuovo, meno maschilista. È una visione nella quale ti riconosci?
“Sì, assolutamente! Ora più che mai ci sono donne in ruoli chiave. Anche se manca ancora un po’ per arrivare alla parità di genere nell’ambito lavorativo, vedo che ci stiamo incamminando verso questa direzione. Ho frequentato l’Università negli Stati Uniti e avendo anche lavorato in quella nazione posso dire che sia in Italia, tanto negli States, si cominci a vedere un cambio di passo e un avvicinamento alla parità. Mi sono accorta che nei settori dominati da uomini ci sono donne con ruoli apicali, come ad esempio i CEO di Oracle e IBM, entrambe donne, e lo stesso vale pure per il COO di Facebook. Inoltre, nel nostro settore qui in Italia, l’amministratore delegato di Open Fiber è un donna, Elisabetta Ripa. Sono alcuni esempi virtuosi dei quali possiamo tenere conto”. 

Cosa ti senti di consigliare alle donne per farsi strada nel mondo del lavoro?
“Di studiare e di apprendere il più possibile! Non smettere mai di imparare e, soprattutto, di specializzarsi in qualcosa che le appassioni, anche se dovesse trattarsi di un settore prevalentemente maschile. Ad avere la mente aperta le possibilità si moltiplicano! Alla fine di tutto, ciò che conta non è se uno è uomo o donna, conta se una persona è valida e capace in ciò che si fa, se è preparata e competente nel proprio lavoro. Dimostrando le opportune capacità, nessuno può eccepire nulla”.